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Oggi a Careggi: il sangue delle donne del Maghreb

Tra baghrir, maskuta e rghiaf si è conclusa la multietnica mattinata al Centro Trasfusionale dell’Ospedale di Careggi. Le donne dell’Associazione “Nissaa al Magrib” (donne del Marocco) sono state le protagoniste di un’iniziativa solidale accanto ad Avis. A partire dalle ore 8.00, si sono recate per la loro prima donazione di sangue, insieme a tutti gli altri donatori che hanno scelto questa giornata per il loro gesto solidale. Al termine, una colazione, per tutti, con i cibi che la loro tradizione impiega nel piccolo pasto mattutino e nella merenda del pomeriggio. Il tutto rigorosamente fatto a mano e accompagnato dall’immancabile thè alla menta.

“E’ stato un momento importante e molto commovente” - è il commento della presidente dell’associazione “Donne del Marocco”, la signora Aouatif Mazigh Benedetti – “per noi che siamo donne, il sangue rappresenta la vita; attraverso la donazione, testimoniamo la voglia di dare qualcosa di noi e della nostra vita alla comunità che ci ha accolto. Siamo venute questa mattina per contribuire a sopperire ad un bisogno di sangue che riguarda tutti, senza distinzioni. Ma siamo venute, portando con fierezza una parte della nostra cultura, cercando di far capire che le differenze ci possono arricchire e che la convivenza è possibile”.

”Vedere queste donne così determinate e attente nel portare avanti il loro messaggio solidale ci onora”. Così Luciano Franchi, Presidente di Avis Toscana. “Le abbiamo incontrate, ci hanno raccontato i loro percorsi associativi e la loro voglia di fare. Non poteva che nascere una collaborazione. L’evento di oggi ci fa capire che la possibilità d’integrazione è concreta. A queste donne Avis deve un forte ringraziamento sia per la donazione di sangue in sé, ma anche per il dialogo che promuove e per l’impegno civile e sociale che ha nei confronti delle donne. Come emerge da una rilevazione Avis condotta sulla presenza dei donatori migranti all’interno della nostra Associazione, le donne rappresentano il 49% sul totale dei donatori migranti. Ciò testimonia il ruolo trainante che hanno le donne all’interno delle loro comunità”.

Il 72% delle sedi Avis in Toscana può vantare tra le sue fila soci donatori migranti. Questo è uno dei dati emersi dalla rilevazione biennale di Avis Toscana, condotta nel 2011, sulla presenza degli immigrati tra i soci dell’intera Regione. La ricerca nel dettaglio rivela che su 156 sedi comunali, ben 113 hanno donatori immigrati. Su un totale di 72.693 soci donatori al 31.12.2010, i soci immigrati rappresentano il 2,3 % del totale dei donatori avisini. Una percentuale che sale raggiungendo il 5,2% nella Provincia di Prato. In termini assoluti, tra le prime 10 sedi comunali si trovano le Avis di Prato (231 donatori), Arezzo (99 donatori), Pisa (84 donatori), Livorno (72 donatori), Grosseto (64 donatori), Piombino (57 donatori), Massa (54 donatori), Carrara e Empoli (52 donatori) e infine Firenze (47 donatori). A livello provinciale Arezzo segna il primato delle presenze in valore assoluto, con il 19 % sul totale dei soci Avis immigrati in Toscana, seguita da Prato (16%) e Firenze (15%).Dei 1680 avisini di nazionalità estera, il 37% proviene dall’Europa Orientale e Balcanica. Sono soprattutto di nazionalità Rumena e Albanese. Segue l’area Nord Africana e Mediorientale (18%), con una forte presenza di donatori marocchini. Alta, anche la percentuale di donatori di provenienza Europea (18%). Donatori Tedeschi, Francesi e Svizzeri danno il loro contributo. Rispetto al genere è praticamente parità: il 51% sono uomini e il 49% donne.

Viva la soddisfazione anche di Luigi Conte, presidente dell’Avis di Firenze, che si è adoperato per far sì che questa iniziativa si realizzasse. “Queste signore oggi ci hanno dato tanto perché ci hanno insegnato che la solidarietà e l’impegno non sono un’esclusiva italiana”.

Nissaa al Maghrib è un'associazione di volontariato senza scopo di lucro, alla quale sono iscritte più di 150 donne, in prevalenza di origine magrebina . E’ impegnata nel migliorare l'inserimento delle famiglie immigrate provenienti dall'area araba e islamica nella società italiana, nell’educazione alla democrazia, nella conoscenza dei diritti e doveri, nell’apprendimento della lingua italiana e araba.

Promuove incontri rivolti ad ampliare le relazioni fra la società italiana e le famiglie immigrate. Interviene sul disagio, collaborando anche con i servizi sociali, il mondo della scuola e la Caritas fiorentina. Il martedì e giovedì è attivo lo sportello in via Vittorio Emanuele II presso l’Sms di Rifredi n° 303 a Firenze.

Pubblicato il giorno 20/11/2011