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SERVIZIO CIVILE: SBLOCCATO IL CONTENZIOSO

Servizio Civile: sbloccato il contenzioso
 
 MILANO - Via libera per 18 mila giovani che da giorni sono col fiato sospeso: potranno svolgere il servizio civile nel 2012. La Corte di appello di Milano ha infatti accolto questa mattina la richiesta di sospensione degli effetti della sentenza del 9 gennaio del giudice del lavoro Carla Bianchini, secondo la quale il bando di reclutamento del settembre 2011 era discriminatorio perché riservato solo ai cittadini italiani e andava riaperto per permettere anche agli stranieri di parteciparvi. Il ministero per la Cooperazione e l'integrazione, da cui dipende l'Ufficio nazionale per il servizio civile, aveva presentato ricorso e bloccato tutte le partenze dei volontari selezionati. Per ora la Corte d'Appello ha sospeso solo gli effetti della sentenza di primo grado: questo permette di non dover rifare il bando e di conseguenza i 18mila giovani potranno iniziare l'anno di servizio civile. La richiesta di "congelare" gli effetti della sentenza è stata presentata congiuntamente mercoledì 25 gennaio da Avvocati per niente, Asgi e dall'Avvocatura di stato. Sul merito della vicenda, cioè se anche gli stranieri posso o meno svolgere il servizio civile, la Corte d'Appello si pronuncerà nei prossimi mesi.
 Quella di oggi è solo l'ultima puntata di un lungo braccio di ferro che ha visto contrapposti da una parte Syed Shahazad Tanwir, 26enne pakistano da 13 anni in Italia, le associazioni Avvocati per niente e Asgi, e dall'altra il Governo italiano. Syed infatti nell'ottobre dell'anno scorso ha presentato ricorso per discriminazione dopo che si era visto negata la possibilità di partecipare al bando di reclutamento, perché tra i requisiti richiesti c'è anche quello della cittadinanza italiana. In primo grado ha vinto, ma l'entusiasmo, con il quale anche gli enti che impiegano i volontari avevano accolto la sentenza, si è presto spento quando il Ministero, guidato da Andrea Riccardi, ha bloccato le partenze perché andavano rifatte tutte le selezioni. Una notizia che aveva suscitato le proteste dei giovani in partenza, tanto che per il 1 febbraio avevano organizzato una manifestazione a Roma.
 Secondo le due associazioni che hanno sostenuto Syed, il blocco delle partenze deciso dal ministero non era però giustificato perché sarebbe bastato cancellare il requisito della cittadinanza italiana nei bandi del 2012. Ieri le parti sono venute ad un accordo e hanno chiesto alla Corte d'Appello di sospendere solo gli effetti della sentenza di primo grado. (dp)
FONTE REDATTORE SOCIALE

Pubblicato il giorno 29/01/2012