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Verso l'accreditamento

Nell'intervista del numero di dicembre di Avis Sos il Direttore del Centro nazionale sangue, Giuliano Grazzini fa il punto della situazione sul percorso di accreditamento delle Unità di raccolta in Italia.
Nel complesso, dichiara che si registra un trend positivo, ma con forti divari tra le diverse regioni del Paese. Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia risultano essere le uniche ad aver già completato tutto l’iter con oltre due anni di anticipo rispetto alla deadline del 31 dicembre 2014.
Una deadline data dalla normativa europea che prescrive che entro la data del 31 dicembre 2014 tutte le unità di raccolta associative e le strutture trasfusionali debbono rispondere ai requisiti strutturali, organizzativi e tecnologici imposti dalla normativa stessa.
E se la Valle d'Aosta e il Friuli Venezia Giulia hanno già terminato il loro percorso in anticipo, altre Regioni come l’Emilia Romagna hanno già pianificato gli audit sperimentali o addirittura il ciclo di verifiche finalizzate al rilascio dell’autorizzazione.

Spostando l'attenzione alle zone del Centro e del Mezzogiorno , il percorso di accreditamento si accompagna a dei rimodellamenti organizzativi finalizzati a risolvere le problematiche presenti. Nella maggior parte dei casi, molte regioni del centro sud hanno percepito l’importanza di tale processo e si sono in ogni caso attivate, seppure alcune in modo ancora poco strutturato e operativo.
Le regioni che non dovessero essere in regola con i parametri entro la data prescritta dalla normativa non potranno trasformare in plasmaderivati il plasma raccolto.In tutto questo percorso, continua Grazzini nell’intervista, hanno un ruolo importante i valutatori (90 professionisti distribuiti nelle varie Regioni che hanno già effettuato un primo giro di approfondimento in tutte le regioni.

Fin qui quello che succede oltre i confini toscani. Per sapere cosa succede in casa abbiamo incontrato Claudia Martelli e Fabio Truschi , rispettivamente Responsabile della qualità e Direttore Sanitario per Avis Toscana, una squadra appositamente nominata dal Consiglio per far fronte all'accompagnamento verso l'accreditamento delle 21 unità di raccolta associative presenti sul territorio toscano.
Hanno iniziato il loro lavoro facendo un primo test per ogni Area Vasta. Sono stati allo IOT di Firenze, all'UdR di Carmignano in Provincia di Prato e all'UdR di Chiusi in Provincia di Siena.

Durante le visite avvenute nel momento della raccolta, hanno potuto verificare tutto il percorso donazionale al fine di stabilire quali controlli e procedure venivano messe in atto e se le strutture fossero dotate degli standard minimi richiesti dalle norme UE.
A breve, i due incaricati, si riuniranno con tutti i 21 Presidenti delle Udr avisine per affrontare insieme le criticità emerse nella prima fase ispettiva alle tre UdR pilota.
Il gruppo Martelli-Truschi sta inoltre elaborando un manuale per le UdR associative contenente procedure identiche e omogenee per tutti dalla calendarizzazione alla pianificazione della raccolta ecc. Prevedono che tra i mese di maggio e quello di giugno sarà completato un modello pilota da accreditare, qualitativamente efficace e replicabile per tutti.

Contemporaneamente, anche il Servizio Sanitario della Regione Toscana sta procedendo, attraverso dei propri valutatori, all'accompagnamento delle strutture sul fronte più strettamente sanitario. Ad essi spetta il compito di partecipare alle visite di verifica dei Servizi trasfusionali e delle Unità di raccolta di sangue ed emocomponenti al fine di garantire la omogenea erogazione dei livelli essenziali di assistenza, nonché quello di fornire un supporto nelle attività di autorizzazione/accreditamento e vigilanza.

Pubblicato il giorno 21/01/2013