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DOMENICA 20 DICEMBRE APERTURA CENTRO SANGUE AVIS

Inaugurazione della mostra permanente "La Firenze popolare del Novecento" allo IOT in occasione dell'apertura domenicale del Centro Avis di Raccolta sangue e plasma.

Continua la fortunata apertura domenicale straordinaria del Centro di Raccolta sangue e plasma allo IOT.
Domenica 20 dicembre coglieremo l'occasione del gesto di solidarietà dei nostri soci per scambiarci di persona gli auguri per il Natale e per il nuovo anno.
Questa volta sarà anche possibile assistere alle ore 9.00 all'inaugurazione della mostra permanente di opere del pittore Luca Giannelli, del quale riportiamo qui di seguito la presentazione. Vi invitiamo a partecipare numerosi.
"La Firenze popolare del Novecento, ovvero, circa cinquant’anni di storia fiorentina e forse l’ultima grande stagione della città del fiore, è ripercorsa in questa mostra con foto, immagini, testi e cartoline. Sono gli anni in cui esperienze culturali importanti, grandi trasformazioni urbanistiche, si sono intrecciate all’ombra della vita popolare della città o meglio dei quartieri. Sono questi, dal ’20 agli inizi del ’60, gli anni in cui i fiorentini, da sempre protagonisti della loro storia, hanno contribuito con il lavoro, l’artigianato, le tradizioni, le feste a connotare con spirito arguto, creativo e glorioso la vita di tutti i giorni: le piazzette, i “canti”, le fiaschetterie, l’odore delle cucine, gli stornelli da finestra a finestra, gli amori, i tradimenti. Una Firenze viva, fiorentinamente ricca di personaggi e appuntamenti. E se giustamente più volte è stato sottolineato il grande valore culturale di Firenze, un fiorentino non può dimenticare come la vita popolare di quegli anni abbia segnato un’epoca di cui Spadaro è stato il cantore e Pratolini il cronista. Gli amori sbocciati sull’Arno, le passeggiate in carrozzella, i tramonti alle Cascine non sono solamente poetici ma storia di attimi vissuti, su cui gli anni della guerra e le distruzioni dei ponti nel ’44 hanno gettato un’ombra dolorosa. Nonostante lo spirito fiorentino sia stato protagonista della successiva rinascita, Firenze cominciava a trasformarsi: il canto del cigno era vicino. Con gli anni ’60, complice l’alluvione del ’66, la città ormai perdeva la sua vita semplice e densa di significati. Nasceva una città nuova, moderna, preda del “turismo di massa”, oggi si direbbe “globalizzata”, in cui i fiorentini forzatamente sceglievano la residenza in provincia. La vita dei quartieri scompariva. Ma tutto ciò è stato davvero soltanto frutto del corso del tempo? Non lo so…
Sicuramente nessuno potrà cancellare l’immagine, scolpita nella memoria di intere generazioni, di Firenze con la sua torre di Arnolfo e il Cupolone; ma i vicoli, le strade, le botteghe e le domeniche non avranno più il sapore romantico delle “ragazze di San Frediano” e dell’ “Arno d’Argento”.
Con affetto e passione ho voluto regalare questa mostra composta di n. 17 pannelli all’Avis Comunale di Firenze per la rinnovata sede del proprio centro di raccolta sangue e plasma presso l’ospedale Palagi-Iot a Firenze."

Pubblicato il giorno 16/12/2009